Newsletter USB Scuola

12 ottobre 2026 11:05

ORA BASTA! IL 30 OTTOBRE IL PERSONALE ATA INCROCIA LE BRACCIA: SCIOPERO GENERALE USB!

Spesso invisibili agli occhi della politica e dei governi, ma fondamentali per tenere aperte e far funzionare le scuole ogni giorno.
Il personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario) rompe il silenzio. Venerdì 30 ottobre 2026 incrociamo le braccia nello Sciopero Generale proclamato dall’USB. Non è più una scelta, è un atto di dignità e di rivolta contro l’indifferenza!

Mentre le risorse pubbliche vengono sottratte ai servizi essenziali come la scuola, noi rimaniamo al palo. Ecco perché scioperiamo:
Gli stipendi più bassi dello Stato! A inizio carriera non si raggiungono nemmeno i 10 euro netti all’ora. Una miseria inaccettabile che offende chi garantisce la sicurezza e l’apertura degli istituti. Aumenti ridicoli contro l’inflazione. I prezzi e il costo della vita continuano a impennarsi, mentre gli ultimi rinnovi contrattuali non coprono minimamente la perdita del nostro potere d’acquisto. Più responsabilità, zero tutele. Ci caricano di mansioni e responsabilità sempre più complesse e pesanti, ma senza compensi adeguati né corsi di formazione adeguati alla nostra mansione.

Tagli continui all’organico: Subiamo costanti e insensati tagli al personale, lasciando le scuole in perenne carenza e i lavoratori rimasti sotto un carico di lavoro insostenibile.

Niente buoni pasto, turni infiniti: Lavoriamo regolarmente dalle 7 alle 9 ore al giorno, ma a differenza del resto del pubblico impiego, al personale ATA è negato persino il diritto ai buoni pasto.

Condizioni climatiche estreme: Lavoriamo d’estate in uffici e plessi surriscaldati e senza condizionatori, e d’inverno, durante i periodi di sospensione delle lezioni, veniamo lasciati spesso negli istituti al gelo e senza riscaldamento.

Lo sciopero non è un danno alla scuola, ma la difesa della scuola pubblica. Se crolla la dignità e il rispetto per il personale ATA, crolla tutto il sistema scolastico.

Venerdì 30 ottobre blocchiamo tutto! Uniamo le lotte e riprendiamoci i nostri diritti.
La dignità non si baratta. Rispetto e salario per il personale ATA!

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11 ottobre 2026 13:12

A SCUOLA NESSUNO/A È STRANIERO/A! Assemblea cittadina a Roma, Mercoledì 14 Ottobre ore 17 a Piazza dei Mirti, per organizzarci contro questo nuovo decreto scuola

Il nuovo decreto scuola è una vergogna: dal tetto del 30% agli studenti e alle studentesse stranieri/e nelle classi, al divieto di velo integrale per le studentesse, fino ad arrivare alle multe salatissime per i genitori degli studenti stranieri che non imparano l’italiano; la misura è colma! Basta con l’odio e il razzismo di stato.

Il governo Meloni e il ministro dell’Istruzione Valditara cercano di distrarci dai veri problemi della scuola: dall’edilizia fatiscente, all’annoso problema del precariato nel corpo docente e ATA, alla carenza di organico nelle scuole data dai continui tagli sul personale, tentando di scaricare le loro colpe e i loro fallimenti sui migranti e i più deboli. Studenti e studentesse e i loro genitori, lavoratori e lavoratrici della scuola, migranti e donne, sanno bene quale è il vero nemico da combattere: le politiche razziste e reazionarie del governo Meloni, che invece di investire nuove risorse sulla scuola continua a sottrarle per spendere in armi. È giunto il momento di prendere esempio dalla Francia, e scendere in piazza per opporci alla deriva guerrafondaia, razzista e repressiva del presente per salvare la scuola. Dobbiamo far arrivare il nostro messaggio forte e chiaro: non abbiamo bisogno di più armi, ma di più scuole, che siano libere e per tutte e tutti.

A scuola nessuno/a è straniero/a!

È giunto il momento di organizzarci contro questo attacco alla scuola, e rispedire al mittente questo decreto vergognoso, per questo ci vediamo mercoledì 14 ottobre alle ore 17 a piazza dei Mirti, per discuterne tutte e tutti insieme in assemblea.

USB Scuola

OSA Roma

USB migranti

Movimento per il diritto alla’bitare

Donne de Borgata

Cambiare Rotta

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10 ottobre 2026 09:22

Scuole e porti ancora uniti. Contro guerra, carovita e genocidio, il 30 ottobre è sciopero generale.

Al mondo della scuola pubblica italiana, alle organizzazioni studentesche, alle organizzazioni sindacali di settore, alle associazioni per la difesa della scuola costituzionale, della pace, dell’accoglienza, del miglioramento sociale, alla scuola che si è battuta e si batte per la Palestina, contro tutte le ingiustizie e le discriminazioni.

Cari amici, con molti di voi stiamo condividendo da tempo percorsi densi di valore, contro il genocidio in Palestina, contro la sempre più invasiva militarizzazione delle scuole e contro quel processo di progressivo adattamento all’idea della guerra che permea la nostra società.
La nostra organizzazione ha messo in piedi un percorso di costruzione con altre organizzazioni sindacali di diversi paesi europei che ha individuato nel 30 ottobre la data di uno sciopero internazionale dei porti. Le adesioni aumentano e ormai riguardano più continenti. Siamo di fronte a un piano di lotta internazionale che non si vedeva da decenni, segno che un pezzo di classe lavoratrice prende parola contro l’economia di guerra e le condizioni materiali in termini di salari e costo della vita che essa produce. È un nesso sempre più chiaro per tanti e che deve trovare nel nostro mondo un percorso analogo: noi non lavoriamo per la guerra, vogliamo salari adeguati, democrazia sui posti di lavoro, messa in sicurezza di strutture ed edifici, fine del precariato.

La stagione del "Blocchiamo tutto", con le straordinarie mobilitazioni del 22 settembre e del 3 ottobre, ha visto il mondo della scuola scendere nelle piazze e costruire una vera mobilitazione popolare, dimostrando che quando usciamo dai tatticismi sindacali i lavoratori e le lavoratrici sono dalla nostra parte.

I portuali hanno lanciato il "Blocchiamo tutto", le scuole hanno fermato il Paese.

Oggi guerra e carovita sono le parole d’ordine che attraversano le piazze studentesche in giro per l’Europa, un segnale di risveglio che abbiamo il compito di attivare anche nel nostro Paese. Dalle scuole e dai porti deve partire l’attacco alle logiche di guerra che svuotano le tasche dei lavoratori e delle lavoratrici del nostro paese. Il 4 novembre si avvicina con tutta la sua retorica patriottarda e militarista, e anche quel giorno faremo vivete gli stessi temi nelle piazze di tutta Italia. Tanto più forte sarà il 30, tanto più il 4 raccoglierà un sentimento diffuso di opposizione alla guerra.

Questo meccanismo non passa da una singola data, ma da un ciclo di lotte che riporti la politica e le rivendicazioni sindacali nella discussione diffusa tra colleghe e colleghi.

Malessere, insoddisfazione, stress e senso di impotenza sono ormai un sentimento diffuso nella categoria, ma sono il frutto di un modello che non lascia più spazio a una scuola come strumento di emancipazione.

La "grande divisione" di cui parla Christian Laval, la profonda accentuazione dei divari sociali, insomma la scuola di classe, è oggi una realtà. Le riforme di tecnici e professionali ne sono la formalizzazione.

Il 30 ottobre serve dare un segnale, ma non deve esaurirsi in quella giornata: va pensato come un percorso che formi una nuova generazione di attivisti e agitatori nelle scuole. Se non affrontiamo di petto questa questione continueremo a fare lotte di resistenza, ma non avremo mai le condizioni del rilancio.

Dobbiamo portare in piazza lavoratrici e lavoratori consapevoli che il giorno dopo si apre un lavoro che non sarà breve e che deve avere al centro la critica della scuola neoliberale, dei suoi agenti, dei suoi obiettivi, del suo nesso sempre più visibile con un orizzonte distruttivo che non possiamo permettere travolga i nostri ragazzi e noi stessi.

Il 30 ottobre non è né troppo presto né troppo tardi. Usciamo dalla logica delle singole mobilitazioni, perché quell’idea produce frustrazione e riflusso. Le scuole sono un fronte decisivo nel piano di trasformazione della società: è lì che dobbiamo riaprire le contraddizioni.

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Questa newsletter è curata dalla:
Unione Sindacale di Base – Pubblico Impiego Scuola
Via dell’Aeroporto 129 – 00175 Roma
Tel: 06.59640004 – Fax: 06.54070448

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